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Tesi di laurea: AB OVO

Tesi di laurea: AB OVO

Durante il laboratorio di sintesi finale ci venne presentato un progetto dal tema “Il recupero dei complessi storici monumentali di Bologna”. Il fine era il recupero e la riqualificazione dell’antico monastero Benedettino di San Procolo a Bologna, dell’area conventuale e dello spazio verde racchiuso nel perimetro delle sue mura. La vicinanza fisica del complesso al Tribunale Civile di Bologna fu ritenuta strategica in quanto da anni si presentava la necessità di un ampliamento delle procure. Risultava inoltre efficace non disperdere la funzione in diverse zone della città sia per la comodità degli utenti che per la veicolazione del traffico.

Il Comune di Bologna, in accordo con le associazioni dei magistrati e degli avvocati, ha redatto un progetto che è stato analizzato criticamente ed è stato messo in discussione. Dalle analisi sull’utilizzo degli spazi e dalle considerazioni sugli adattamenti e le modifiche cui il complesso conventuale avrebbe dovuto essere sottoposto sono maturate alcune decisioni: inserire all’interno dei locali del monastero solo funzioni altamente compatibili con quelle originarie e che presupponessero il minor numero di modifiche agli ambienti, perdipiù già gravemente danneggiati dai precedenti usi; di spostare quelle funzioni che altrimenti non avrebbero trovato spazio nel giardino entro le mura di cinta. Tale spazio presenta una notevole importanza sia perché originariamente nasce come orto del monastero sia perché anche attualmente, pur avendo perso la sua connotazione specifica, conserva al suo interno numerose testimonianze quali notevoli alberature e luoghi di interesse storico-artistico, un edicola votiva che racchiude la statua di un santo, il campanile che si eleva da secoli su Bologna e la facciata cinquecentesca del monastero. Per l’intero complesso monastico è previsto un attento progetto di restauro conservativo e di recupero delle parti architettoniche e decorative, di cui però non si tratterà in questa sede in quanto già facente parte di un approfondimento effettuato all’interno del Laboratorio di Sintesi finale.

Il progetto di tesi parte dai suddetti presupposti sviluppandoli ed evolvendoli. In primo luogo viene messo in discussione l’utilizzo come sede delle procure del complesso conventuale previsto dal Comune prevedendo una funzione più adatta agli spazi monasteriali, e che aveva in un certo qual modo gia fatto parte della storia delle modificazioni del monastero nel passato. Ci si propone di utilizzare il complesso conventuale come distaccamento dalla Facoltà di Medicina di Bologna (in particolare per la Scuola di Specializzazione sulle Patologie Neonatali) attraverso l’edificazione nel giardino di un complesso polifunzionale autonomo completo di auditorium per conferenze, aule studio e bar.

E’ possibile notare la stretta relazione tra l’uso da noi ipotizzato e il contenitore storico: in passato infatti il complesso conventuale fu prima università, successivamente ospedale, per divenire sede del reparto di maternità del Sant’Orsola ed essere attualmente sede di un asilo. Un successivo elemento di analisi, l’identificazione di assi visuali e prospettici che identificano veri e propri percorsi in funzione di elementi focali quali il campanile, l’edicola storica e la facciata del convento, ha determinato una forte scelta nei riguardi degli edifici moderni presenti nell’area verde. Si è deciso di attribuire una forte connotazione simbolica all’edificio, mettendo in relazione la forma e l’ uso, da qui la scelta di dare all’auditorium, tema centrale del progetto, la forma di un uovo, essendo l’uovo da sempre simbolo di nascita. La sfida è ricercare le possibilità formali della forma ovata per comprendere se sia possibile realizzare con essa un auditorium verificandone la correttezza attraverso analisi di competenze diverse in materia statica, matematica e acustica.

La risposta alla questione posta da questa tesi in un primo momento può essere solo soggettiva, ma con questo lavoro ci si propone di fornire un metodo il più possibile scientifico che possa aiutare il progetto ad adattarsi alle necessità a partire dalle considerazioni filosofiche svolte. Non una valutazione quindi, che sarebbe presente solo in una fase conclusiva del lavoro, ma uno strumento il più ampio possibile che sostenga il progetto passo passo nel suo divenire e dando risposte ai problemi che man mano si pongono.

Luogo: Bologna

Tipo: Progettazione architettonica

Anno: 2005

Relatore: Dott. Arch. Andreina Maahsen-Milan

Correlatori: Chiar.mo Prof. Ing. Valerio Tarabusi

Chiar.mo Prof. Alberto Parmeggiani

Dott. Ing. Christian Carloni

Dott. Ing. Cristina Gentilini

Photo credit: Arch. Melissa Antolini

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